lunedì 9 marzo 2020

Il senso della Cioran-Renaissance

Il senso della Cioran-Renaissance: La riscoperta del filosofo romeno, che può dire molto dell’Europa di oggi. Le lettere all'amico Petrica (Petre Țuțea).



domenica 8 marzo 2020

"Cine vrea să explice totul prin cuvinte 
ajunge curând să nu poată explica nimic".

"Chi vuole spiegare tutto con le parole, 
giungerà presto a non poter più spiegare nulla".
(Liviu Rebreanu)


RebreanuLiviu. - Scrittore e giornalista romeno (Târlişina, Năsăud, 1885 - Valea Mare, Piteşti, 1944). 
Esordì con raccolte di novelle: Frământări ("Tormenti", 1912); Golanii ("I vagabondi", 1916); Răfuiala ("La resa dei conti", 1919); Calvarul ("Il Calvario", 1919). Grande successo ebbe il romanzo Ion ("Giovanni", 1920), quadro di vita sociale in un villaggio transilvano. Seguì Pădurea spânzurailor ("La foresta degli impiccati", 1922), che ha per tema il conflitto mondiale ed è uno fra i migliori romanzi psicologici della letteratura romena; i romanzi Ciuleandra (1927) e Crăişorul ("Il principino", 1929) dimostrano notevole forza epica, al pari di Răscoala ("La rivolta", 1932), vasto affresco delle sommosse contadine del 1907. Discrete le due commedie Plicul ("La bustarella", 1923) e Apostolii ("Gli Apostoli", 1926). Morì suicida.


Ci voltiamo a una voce

               Ci voltiamo a una voce
o ad altro che le somigli
come il sibilo del vento
le note di un violino
le grida di una gabbiana
alla luce dellalba.
            
               Ci voltiamo a una voce
per poterci fermare
esaminare la posizione
misurare la nostalgia
di quellultima piana
col metronomo del cuore.
            
               Ci voltiamo a una voce
per non sentirci soli
incrociare lo sguardo
distratto del passante
convincendoci la mente
che quella è la strada.
            
               Ci voltiamo a una voce
lo stesso senza udirla
(o estraneo a noi quel timbro)
quel gesto come di natura
sperandoci alle spalle
lincitamento di Dio.


(da: Vocianti - 2010)

Sinusoide


Lo credevamo già
– nell’approssimarci – d’essere giunti
alla fermata dell’umanesimo.
Allo svelamento della nozione
che ci è propria.
Poi – girato l’angolo –
punto

e un’altra volta a capo.



(da: Il venditore di suoni tattili - 2007)

sabato 7 marzo 2020


Dualismo

Lo segue fluttuare
per strade di fortuna.
Lo segue – il corpo –
quell’Io padrone.

Poiché carne –
mortificato dalla polvere
avvizzisce.
Invecchia nell’ammasso.
I muscoli s’accorciano sulle ossa
e al trotto
rompe il passo.

Ma l’Io lo incalza.
Lo sprona.
Vuole – non capendo –
restaurare la condizione
che lo incarni come è – essendo.

Vuole – l’Io di sé –
eterna significazione.


(da: Il venditore di suoni tattili - 2007)

La giostra

con il tempo bello
la domenica pomeriggio andavamo al Valentino
e sempre facevamo tappa con i miei
dove stava la giostra.

mio padre ci sedeva me e mio fratello
nella stessa diligenza imbullonata al pavimento

ma io non amavo quel carosello festaiolo
il suo monotono ruotare
lo sfarzo dei colori
le note dolciastre che ci mormoravano per quei tre minuti.

io spiavo le rosse
sgangherate macchinette a pedali
della vecchina col banchetto allato del vespasiano.

andavano sciolte
come pecorelle al campo
qualcuna – osando – s’allontanava
e io la seguivo con lo sguardo rimpicciolirsi
zigzagando
oltre l’afrore di piscio.


(da: Luminol - 2018)



Scrivere di Miguel Hernández. Il paesaggio. La famiglia. L'infanzia

Miguel Hernández   Sarebbe infruttuoso, se non impossibile, scrivere di Miguel Hernández senza dapprima accennare al paesaggio di Orihuela, ...