giovedì 5 marzo 2020

Prospettive

Quella cattedrale – guarda –
con le guglie quasi a toccare il cielo
e gli arcangeli ai lati del rosone
con il Cristo assiso benedicente

e sotto – il maestoso portale
con le scene dell’Apocalisse
scolpite nel bronzo…
– Dove?

da: Inconsapevoli viaggi - 2007

Qui

No. Non ora. Andate pure.
Incominciatevi voi per la ferrovia
Prima che l’ultimo treno s’avvii.

Io devo ancora innaffiare le piante
Portare la ciotola al cane
Mettere a posto la dispensa.

Ho ancora da scrivere lettere d’amore
– Una certamente può bastare
Se solo fossi dalle parole obbedito.

Ho da ricevere ospiti – anche. Non tutti
Sanno le cose che non ho fatto
Nel tempo in cui ciò avvenne.

A nulla vale chiudere la porta
Se il cieco passante non distingue
Il mio cappello nuovo alla partenza.

(da: Formicaio barocco - 2004)

Neanderthal

Il bussolotto di Kronos mi gettò
in un groviglio di vegetazione 
e grida di bestie che rompevano il silenzio.
Come un demone deforme
m’impaurì il fuoco 
malignamente scaturito dall'alto.
Ebbi il coraggio di rubarne un poco:
era caldo e luceva
e lo custodii 
perpetuandone i tizzoni
a futura memoria.

Di mezzo alla notte
fui attratto dall’odore di femmina
e mi congiunsi a lei 
e mi piacque 
quell’odore di fieno umido.
Quel lamento di desideri 
ci piacque.
Ci tenemmo compagnia fino alla sponda del mattino.
Da quella promessa fummo uomo e donna.

Compresi la morte
– sempre immaginata come 
un prolungatissimo nascondimento – 
e imparai a seppellire i corpi 
con fiori e cibo
perché potessero profumarsi e cibarsi 
dove non v'è segno.

Una sera 
mi venne di levare lo sguardo in alto
– silenziosamente.
Sentii in me farsi tenera l’inquietudine.

Pazientemente graffiai sulla roccia 
le cose che mi furono belle 
e questo di me che avvenne
prima delle vostre teologie.

(da: Il venditore di suoni tattili - 2007)

mercoledì 4 marzo 2020

Finis terrae

E' l’ultimo baluardo
l’ultima lunghezza del destino.
Più in là si oppone il non plus ultra degli dèi.

                                 E' un punto fermo
in una distesa verde d’erba
dinanzi a un mare
che è specchio del firmamento
e viene voglia di berlo tutto.

                                 …Adesso?
Non resta che trascrivere il libro mastro:
inchiostro blu per la colonna AVERE
inchiostro rosso per la colonna DARE
– come sempre.

Abbiamo dati certi – ora.

Non sono più ammesse
le matite dei filosofi. 

(da Il venditore di suoni tattili – 2007)

Dall'esilio

Ci stiamo abituando a questo luogo.

Per nulla l’oscillare ci stupisce
dalla luce alla notte come il mare
né la malastagione né lo strazio della terra
per lo sbadiglio delle sue viscere.

Ci stiamo abituando a noi stessi
alle nostre veglie ai nostri sonni
al biasimato chiacchiericcio
al dolore di testa come alla zoppìa.

Né il muro ormai più c’infastidisce
che dell’orizzonte sbarra il cammino
e da questa corte stipata di sguardi
vedere al di là proibisce.


(da: Vocianti - 2010)

Scrivere di Miguel Hernández. Il paesaggio. La famiglia. L'infanzia

Miguel Hernández   Sarebbe infruttuoso, se non impossibile, scrivere di Miguel Hernández senza dapprima accennare al paesaggio di Orihuela, ...